Agli studenti che ho incontrato oggi, ai loro sogni…e anche ai miei

E’ la prima volta che mi succede. Concludere una lezione e sentire un senso di inquietudine interiore. Quella positiva che non mi lascia in pace quando “produco”; quando penso, quando sono “dentro” a qualcosa.
oggi abbiamo lavorato in classe sulle vostre sbobinature. Davvero diversi lavori che ho visto mi sono parsi ben oltre le aspettative che abbiamo in genere sulle esercitazioni di studenti del secondo anno. Bravi! Bravi perché avete preso sul serio questa prova…forse perché anche molto vicina a riflessioni che di tanto in tanto fate anche voi su voi stessi. Ad alta voce condivise con altri, silenziosamente davanti a uno specchio.
Oggi, mano a mano che raccoglievo le vostre considerazioni, i vostri sguardi sembravano supportare quanto lentamente si definiva alla lavagna: pare che il nostro tempo ci abbia sottratto la voglia e la possibilità di aspirare, nel senso più alto e ideale del termine. Non permettete che accada!
L’aspirazione è relegata nel mondo del possibile con sacrificio, una progettualità concreta costretta a costanti rivisitazioni in base a scelte compiute nel tempo.
Scherzando in aula mi chiedevo dove fossero finiti quelli che come me hanno fatto del motto di Cenerentola – per chi non lo ricordasse più “i sogni son desideri” – il loro pane quotidiano…e qualcuno, un po’ stizzito mi ha risposto “prof, sono cresciuti”.
E allora l’aspirare in grande sembra concesso solo da bambini, quando tutto in fondo appare possibile, quando si è troppo ingenui per pianificare…
Passione. Ripartiamo da questa parola, impariamo nuovamente a volare. Non lasciamo che altri mettano le zavorre al nostro ambire, aspirare, sognare ad occhi aperti.
Non dobbiamo avere paura dei voli pindarici. Se c’è qualcuno che ci è riuscito possiamo farlo anche noi. Oggi nessuno ha parlato di quanto sia importante “crederci”. Nessuno degli intervistati intendo. Perché so che in aula era emersa come dimensione dell’aspirare. Proviamo a riflettere dove sia finita la determinazione che viene dal “credere in un proprio sogno nel cassetto”. Certo, non è l’unico ingrediente – per riprendere una metafora della traccia – che occorre. Ci vuole fatica, impegno, pianificazione e una buona stella a indicarci la strada e a farci compagnia. Tutti realizzeremo i nostri sogni? Sarebbe sciocco affermarlo. Ma è altrettanto sciocco fermarsi un passo prima e rinunciare in partenza.
Tentate, sbagliate, scontratevi contro la evidenze, manipolatele e non arrendetevi se non quando il principio di realtà vi costringe a farlo. Solo quando un valore più grande vi chiede di arrestarvi, di riflettere, di ripensare al percorso e di optare per il fatidico piano B. Sarà tardi? Troppo tardi? Lasciate che sia la vita a dirlo.
Non tarpate le vostre ali. Avete tutto il diritto di aspirare. Anche se i tempi non sono dei migliori. Anche se tutto sembra dire il contrario. Lasciate posto alla speranza – piccola presenza sulla lavagna bianca – e, per chi ha un po’ di spazio in più, alla Provvidenza.
E’ stato bello lavorare con voi oggi. Spero di non condizionare le vostre letture né di turbare i vostri animi. Sentivo il bisogno di condividere a caldo questi pensieri, forse un po’ autoriflessivi e un po’ materni più che “accademici”. Adesso l’inquietudine lentamente scivola via.
Buona notte

Agli studenti che ho incontrato oggi, ai loro sogni…e anche ai mieiultima modifica: 2011-04-06T22:59:00+00:00da ale_mika
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3 pensieri su “Agli studenti che ho incontrato oggi, ai loro sogni…e anche ai miei

  1. il lavoro non stressa, sono alcuni clienti a farlo 😉
    passo presto in uni, ora il turno va dalle 7 alle 15 quindi dopo posso tranquillamente venire a fare un salutino ed una pausa caffè 😀
    a me fa sempre piacere leggere ciò che scrivi, è sempre spunto di riflessione!

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