“Bene, cominci pure parlandomi di lei…”

E poi un giorno ti chiedono di scrivere di “te”, proprio a te che di domande ne hai fatte molte agli altri, e scopri che a parte pochi eventi topici, il momento più denso è la tua infanzia. E si, anche l’adolescenza. È li che ti sei giocata tutto: la tua autostima, i tuoi affetti, le basi dei tuoi progetti (e dei tuoi fallimenti). È lì che hai vissuto le cose più “assolute”: il grande amore, l’amicizia vera, la soddisfazione più significativa, l’amarezza profonda, il dolore più grande.

Insomma è in quel tempo che si costruisce il tuo termine di paragone emozionale, è lì che si definisce la scala di misura che farà di te un raconroso o un tenerone, un idealista o un qualunquista, uno capace di amare o un cuoricino di pietra.

Sempre da lì trarrai l’aneddoto topico, quello che si usa solo in caso di emergenza con una persona a cui tieni : per fare colpo  o per portare una giustificazione inattaccabile.

Sono quegli occhi e quel cuore che ti aiutano a tracciare traiettorie che solo in quel tempo possono sembrare vere e certe.

Forse per questo da bambini il tempo non passa mai e vedi sempre ogni anno che deve arrivare come una tappa lontanissima..mentre il tempo dei “grandi” scorre in fretta, veloce come un lampo.

E basta col dire che è importante avere dei sogni da bambini per realizzarli da grandi. I sogni sono veri quando li fai e li hai. La realizzazione è pura formalità.

Consiglio per Sofia: amore, ti auguro di non avere sogni nel cassetto ma un cassetto vuoto e aperto perché possa riempirsi di esperienze.

Notte.

am

“Bene, cominci pure parlandomi di lei…”ultima modifica: 2013-01-16T22:57:00+00:00da ale_mika
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