Appunti etnografici: seconda puntata

Ieri sera mancava R., la più senior delle senior, la vera facilitatrice discreta del gruppo, e la sua assenza pesava non poco sulle dinamiche interne.

Non abbiamo letto il diario di bordo della giornata precedente – mi avrebbe fatto molto piacere perchè l’aveva scritto Ra. e avrei voluto capire se ha aggiunto anche qualcosa sulla mia presenza – non abbiamo fatto il verbale dell’incontro e si è proceduto molto in ordine sparso. Spesso le voci si sovrapponevano creando un’atomosfera caotica.

Dato che ne ho avuto la possibilità – lo scorso lunedì a T. avevo incontrato una del gruppo in un altro gruppo AMA dove fa la facilitatrice e lì aveva ascoltato la mia presentazione per esteso – mi sono introdotta a tutti in maniera “ufficiale“, ho dichiarato i miei interessi..però non ho parlato della mia perdita…non ho fatto riferimento ai motivi che mi hanno avvicinato a questo tema..e ancora una volta sono uscita di lì con la sensazione di non essere stata del tutto sincera.

Ho conosciuto C., la donna di cui avevo sentito parlare ma che non avevo incontrato di persona, lei è giovanissima, ha un bimbo piccolo e ha perso il compagno da due anni. Ancora indurita e inaridita dalla perdita, usa spesso toni molto aggressivi e distaccati verso gli altri e la frase che dice più spesso ascoltando gli altri è “non sono d’accordo“.

In un gruppo sul lutto non mi sarei mai aspettata tanta “presenza” nei discorsi di “presente“, del loro oggi, e, come in uno di quei incontri pomeridiani tra donne inglesi attorno al te, si è passati subito ad argomenti caldi come le crisi matrimoniali e il sesso.

Ad. (che ho scoperto si chiama di fatto M. ma forse è meglio che continui a chiamarla Ad) – che ha perso la mamma – parlava di suo marito e delle difficoltà dell’ultimo periodo a istaurare un “rapporto” con lui… dichiara di essere interessata a prendersi cura di sè – in senso puramente estetico – a fare quelle cose che sua madre le ha chiesto spesso di fare ma che lei per spirito di contraddizione ha sempre rifiutato:

«è come se l’avessi inghiottita, mia madre» questa frase mi colpisce molto e vorrei ritornarci su.. mi ricorda un po’ i riti cannibalici delle tribù del passato che avevano un po’ questa connotazione reale e simbolica: nutrirsi dell’altro pe rinterirorizzarlo, per appropriarsene…

Uscita di lì, ieri, non mi è parso di stare a un incontro AMA sul lutto…

L’ultimo pensiero è andato a R., assente perchè segnata dal suo terzo scontro con un tumore..

am

Appunti etnografici: seconda puntataultima modifica: 2008-10-03T09:21:00+02:00da ale_mika
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