Tante cose da dire dopo tanto silenzio

Le lacrime di Cam! (se potessi ti strinegerei forte forte)

Ieri era giovedì, giorno di gruppo. Non ho postato le notizie sulla volta precedente e quella della scorsa settimana l’ho saltata causa convegno.

Se ho tempo proverò a raccontare anche il tassello mancante – me lo riscervo per un altro momento di “crisi da silenzio” – ed oggi vorrei dedicarmi all’incontro appena trascorso.

Fortissimo! scrivevo al mio prof in una mail che se dovessi dare il titolo alla giornata di ieri la chiamerei “contrasti”.

Il primo. C’è un nuovo membro e, a dispetto delle routine, è un uomo di mezza età vedovo E. Il suo ingresso ha risvegliato il lato femminile, molto accuditivo e, passatemi il termine, un po’ erotico delle molte partecipanti mature… Ma il contrasto non è solo contenuto in questa sana contrapposizione “uomo” donna, ma negli accenti dei punti di vista di fronte alle situazioni. Mi riferisco al fatto che spesso il gruppo – AE (prima di E.) – si soffermava molto sui tunnel emotivi, su quei momenti in cui si crea un loop riflessivo per cui si cade in uno di quei pensieri senza ritorno. E’ la classica situazione in cui ci si chiede “perchè proprio a me” …ovviamente non c’è una risposta e la mancanza di senso rischia di contagiare il quotidiano.

Ecco, E. è riuscito a raccontare questo processo da fuori – pur avendolo vissuto – e ha spiegato come in automatico, per istinto di sopravvivenza forse, sia portato a fare un passo indietro…ha sperimentato quel tunnel e non ci vuole più andare..allora quando il perchè comincia a fare capilino nella sua mente lo arresta con un processo razionale per cui sa che non c’è risposta per cui si rifiuta di pensarci ancora sù. interessante! Almeno secondo me….

Contrastanti sono state anche le onde emotive che di hanno devastato nel corso dell’incontro. Siamo passati più volte dal riso al pianto…insieme…(io molto dentro)..ascoltando la storia di C. e della sua bimba. Quella di C. e del suo piccolo A.

C. ha letto i verbali dell’incidente e ha scoperto che l’ostacolo – la sua piccola creatura…assurdo che debba definirsi così – ha fatto un volo di trentatre metri (come un palazzo di 11 piani), sbalzata via da un motociclista.

La voce si faceva grido..e la rabbia dominava il suo sfogo «odio tutti…anche mio figlio..anche me perchè non ero lì» e poi giù, così fragile..quasi come se la voce si facesse preghiera e mentre dalla bocca usciva «non è possibile, non alla mia bambina» si poteva anche udire…anche se non detto…«torna! ti prego torna da me»

Lacrime e anche risa…a volte liberatorie al pari del pianto. Spontanee..e sincere…

Contrastanti anche i comportamenti raccontati. Sono tutti – o per la maggior parte – atei. Eppure si attendono un incontro con il loro caro nell’aldilà. Tutti parlano di anima…parlano di un altrove che non è il cimitero…

Una riflessione importante poi occorrerebbe farla sul rapporto con gli oggetti del defunto. Sembra un atteggiamento schizzofrenico: si conservano con cura e preferibilmente intatti, così come sono stati lasciati…ma poi non si riesce per molto tempo a toccarli, a guardarli, a tenerli con sè…e poi non si riesce a liberarsene…insomma una specie di prossimità/distanza che rispecchia forse l’atteggiamento ambivalente verso il dolore – in una prima fase – e il ricordo – in una seconda.

Forse a Natale mi concedo da loro…mi mancheranno, già lo so…ah, dimenticavo..ieri mi sono presentata a E. come la “presenza silenziosa” del gruppo.

am

Tante cose da dire dopo tanto silenzioultima modifica: 2008-12-05T16:12:00+01:00da ale_mika
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2 pensieri su “Tante cose da dire dopo tanto silenzio

  1. Io penso (per quel che ho letto e per quel poco che suppogo di capire riguardo quest’argomento) che la tua presenza all’interno del gruppo possa essere tutt’altro che silenziosa, nel senso…non che blateri a vanvera..per carità non intendo questo, ma perchè, forse anche per l’emotività che esprimi in questi piccoli resoconti sul blog, la tua presenza possa essere una piccola scintilla per il motore che fa muovere il gruppo. Che ciò sia un bene o un male non lo so, ma forse è un bene. Penso.
    (e intanto ho impiegato 10 minuti a scrivere il commento perchè digito su una tastiera nera con la luce spenta e pigio 10 tasti per volta -_-)

  2. Si…su questo hai ragione..il mio silenzio verbale è spesso accompagnato da un gran dire di gesti, smorfie lacrime..credo che sia questo il motivo per cui – coscienti del fatto che il peso da portare a casa sia tanto – certe volte mi invitano a parlare…quasi come se si potesse fare fischiare la pentola prima che esploda..ecco perchè poi forse la mia lingua si scioglie e vado a ruota libera…
    grazie :)delle tue paroline di conforto
    ale

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