Questa delle UNICHE è la storia vera…

Ecco. Da pochi giorni è passato il lungo ponte dell’immacolata, che per i milanesi è meglio conosciuto come il ponte di Sant’Abreusss.

Abbiamo trascorso qualche giorno fuori e più precisamente vicino a un ridente villaggio chiamato Neive. Lì abbiamo fatto un incontro favoloso, ma nel vero senso della parola. Tutto – il luogo, le vicende, narrate, la’ria che si respirava, lo stesso sentiero che ci conduceva all’agriturismo – sembrava parte di una favola di altri tempi.

La stradina, strettissima e piena curve che si immergevano nei vigneti cirocstanti, si concludeva con un meraviglioso cortiletto molto rustico – casette con le imposte in legno, e mattonicino a vista – in cui sorgeva l’agriturismo.

La signora ci mostra le nostre stanze, ci informa che non preparerà da mangiare per noi perchè ha amici…e alla nostra domanda sulla locanda vicino (chiamata il Brondo di zio Pierin) ci dice che si mangia malissimo e che piuttosto è meglio prendere la macchina e raggiungere la città (il piccolo borgo di nome Neive).

Ma accidenti! quando mai mi sono fidata dei giudizi degli altri “sconosciuti”? Sono come san tommaso e se non vedo non credo…poi alcuni aspetti logistici – vedi puffetta assonnata – ci inducevano a optare per la locanda.

Lì ci hanno accolto due delle tre gemelle sessantunenni omozigote – e non è uno scherzo – che gestiscono questo posticino, dove si mangia bene – non posso dire benissimo – e dove ci si può far coccolare da matti! Chicchierando tra una portata el’altra, un’attenzione da nonna e l’altra, scopriamo che le tre gemelle da giovani avevano un loro complesso musicale, Le uniche, che ha vinto diversi premi in concorsi canori del tempo…hanno pure inciso un disco… Alla chitarra Giuliana, al piano Francesca e alla batteria la mitica secondina, di nome e di fatto (è la seconda genita e fa di mestiere la secondina).

Ma fin qui sembra una storia “unica” ma non tanto fiabesca. Dov’è l’orco? ecco, scopriamo che la famiglia che gestisce l’agriturismo è proprietaria di tutta la vallata ad eccezione della loro casina e che fa di tutto per ostacolare l’attività e costringere in questo modo le uniche – già sembra il nome di tre super eroine – a vendere la locanda… ma loro resistono, nonostante la tragedia recente della scomparsa di una delle nipoti, le false indicazioni date ai turisti che cercano di raggiungere la locanda – ma come nei film! li intercettano in fondo alla stradina e dicono che la locanda non esiste più!!- o tanti altri dispettucci che non sto qui a raccontare.

Insomma, il sogno delle uniche e portare avanti la loro attività e farlo serenamente…magari lasciando in eredità questo pezzetto di storia ai nipoti e di lì alle generazioni future…però occorre andare un po’ più spesso a mangiare da loro! è ideale per un week end di gruppo – hanno tre camere accoglienti direttamente al piano di sopra – o per un capodanno o qualche ricorrenza del genere…Il loro pezzo forte? le ciliege sotto grappa…direttamente dall’albero che potete ammirare dalla finestra…e una vista stupenda sulle alpi! che ha commosso anche me che vengo dal mare…
 Noi torneremo sicuramente 🙂

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Questa delle UNICHE è la storia vera…ultima modifica: 2009-12-11T13:16:00+01:00da ale_mika
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